TRENTOLA DUCENTA. Gli agenti della Squadra Mobile di Caserta, diretti dal vicequestoreRodolfo Ruperti, e con lausilio di contingenti del reparto prevenzione crimine, nellambito delle indagini volte alla cattura del super latitante Giuseppe Setola, hanno tratto in arresto Salvatore Santoro e Massimiliano Napolano.
Il primo è un operaio di Trentola Ducenta, 21 anni, mentre il secondo è un pregiudicato di Giugliano, 36 anni.
Salvatore Santoro, detto Salvaturiello, per la sua giovane età e per lassenza di precedenti penali, ha rappresentato uno dei più fidati referenti di Setola che provvedeva a spostare sul territorio tra i numerosi nascondigli di cui dispone. Analogo ruolo quello svolto da Napolano soprattutto nella zona del giuglianese. Entrambi, però, non si sono limitati ad un mero ruolo di favoreggiatori, avendo partecipato organicamente anche alla pianificazione ed alla consumazione delle attività delinquenziali del gruppo.
Determinanti ai fini delle indagini le dichiarazioni dei due neo collaboratori di giustizia Oreste Spagnuolo e Emilio Di Caterino, membri del “gruppo di fuoco” del clan dei Casalesi,che hanno sottolineato la loro partecipazione ai vertici operativi della gruppo. santoro, in particolare, si sarebbe reso protagonista di azioni intimidatorie ed attivita estorsive, imponendo, ad esempio, la fornitura del caffè agli esercenti commerciali nella zona tra Parete, Lusciano, Trentola Ducenta.
Napolano annovera precedenti per associazione di tipo mafioso, armi e favoreggiamento, e risulta organico al clan giuglianese dei Mallardo storicamente vicino a quello di Francesco Bidognetti. Lo stesso era stato arrestato nel 2000 dalla polizia in occasione di un summit a cui partecipavano lallora latitante Mallardo Francesco e i vertici dei clan di Secondigliano Contini e Licciardi. Le indagini hanno permesso anche di accertare che Napolano effettuava le visure al Pra per verificare se alcune auto viste transitare nei pressi dei rifugi dei latitanti Setola, Cirillo, Letizia e Spagnuolo appartenevano alle forze dellordine. I fermi di ieri, quindi, hanno privato il gruppo di setola di due esponenti di assoluto spessore, sia nel garantire al capo una sicura latitanza, sia nel tessere la rete dei contatti con tutti gli affiliati. Limportanza del ruolo dei due arrestati è confermata dalla loro partecipazione alle riunioni operative del gruppo. Nelle ultime settimane, peraltro, i due fermati, avevano assunto atteggiamento di veri e propri latitanti spegnendo per lunghi periodi i loro cellulari, non facendo rientro alle rispettive abitazioni, ed allontanandosi dai luoghi abitualmente frequentati.
Nellambito delle stesse operazioni, il personale della squadra mobiledi Caserta e della sezione distaccata di Casal di Principe effettuava numerose perquisizioni nellagro aversano, sul litorale domitio e nel giuglianese nel corso delle quali veniva arrestato Russo Antonio, 66 anni. Alluomo, incensurato, venivano ritrovate nella sua masseria in località Cappuccini a Giugliano, numerose armi, in particolare 2 pistole e 7 fucili, alcune delle quali con matricole abrase, nonché oltredue chilidi polvere da sparo.