Il presidente americano Barack Obama ha annunciato che revocherà alcune restrizioni che riguardano i cubani, residenti in America, che vorranno inviare sullisola oggetti per le loro famiglie, e saranno agevolati anche i loro viaggi.
Un cambio di rotta decisivo che arriva in procinto del Summit delle Americhe che inizia questa settimana a Trinidad grazie anche alle pressioni dei leader dei paesi dellAmerica Latina che hanno sempre chiesto allAmerica di normalizzare il rapporto con Cuba. La richiesta è stata accolta con piacere dal neo presidente Obama che, con questa decisione, ha fatto un primo passo per il miglioramento del rapporto tra Stati Uniti e Cuba. E’ uno sforzo per aiutare i cubani nel loro desiderio di determinare liberamente il futuro del loro Paese – ha spiegato un funzionario dell’amministrazione citato dal Miami Herald -. Il presidente ha detto che questo è il modo più diretto per aprire quegli spazi necessari per vedere cambiamenti democratici a Cuba.
Da Cuba, però, ha risposto lex Lider Maximo Fidel Castro che ha giudicato la proposta di Obama come unelemosina: Cuba non accusa Obama delle atrocità commesse da altri governi degli Stati Uniti e non dubita della sua sincerità e della sua volontà di cambiare la politica e l’immagine degli Stati Uniti. scrive Castro in un articolo pubblicato sul sito ufficiale Cubadebate – Ora ci sono le condizioni perché Obama sfrutti la sua capacità a condurre una politica costruttiva che rimpiazzi quella fallimentare portata avanti per mezzo secolo. Del blocco, però, che è il più crudele dei provvedimenti, non è stata detta una parola. Cuba ha resistito e resisterà ancora. Non tenderà la mano per chiedere l’elemosina. Andrà avanti con la testa alta. Anche mio fratello Raul è disposto a negoziare con Washington solo sulla base del massimo rispetto per la sovranità.