SANT’ARPINO. Una nutrita rappresentanza dei Lions di Caserta visiterà, sabato 23 maggio, varie testimonianze storico-artistichedel territorio di Atella.
Organizzata dal socio avvocato Gaetano Pastena e supportata nei luoghi interessati dall illustrazione di Giuseppe Petrocelli e di Andrea Russo dellArcheoclub Atella, la visita guidata prenderà il via alle ore 9 dalla Torre e Masseria di Teverolaccio.Qui, tra laltro, gli ospiti potranno fare anche un break/colazione.
Il giro, poi, proseguirà per SantArpino dove, presso il locale cimitero, il gruppo dei Lions potrà vedere i resti della fornace romana del III sec.d.C. , ammirare la chiesa barocca di S. Francesco di Paola nonché dare unocchiata al piccolo affresco medievale di una trecentesca Madonna delle Grazie.
Più tardi, i convenuti faranno tappa a Succivo, presso il Museo Archeologico dellAgro Atellano, dove anche con lausilio di personale della Soprintendenza – potranno ammirare, nei tre livelli delledificio ottocentesco, la ricca collezione di reperti tombali di varie epoche storiche del territorio atellano, a partire da quelle dell età del bronzo finale , da quelle del VII/VIII secolo a.C. (cantiere Us Navy di Gricignano), sino alle testimonianze più recenti e collegate direttamente alle fasi della nascita e dello sviluppo di Atella e del suo Ager.Lì si potrà fruire anche di una panoramica delle varie epoche antiche illustrata con pannelli foto-cartografici, che parlano dei periodi della preistoria e protostoria dell ager atellanus nonché di periodi ed aspetti del territorio collegati alla romanizzazione depoca repubblicana ed imperiale, sia antecedenti che posteriori ad essa. La visita, a Succivo, comprenderà una capatina anche alla locale Chiesa parrocchiale della Trasfigurazione, dove sono conservati i famosi tondi ad olio (apostoli, Gesù, evangelisti) del pittore accademico Tommaso De Vivo, nato ad Orta nel 1797, cui li commissionò, nel 1864, il Cavalier Federico Pastena, sindaco del paese.
Infine, i soci Lions raggiungeranno Orta di Atella per ammirare la Madonna degli Angeli (inizi sec.XV) e gli affreschi tardo-rinascimentali del chiostro inserito nel seicentesco convento francescano di san Donato.