Una morte tinta di giallo per l’attore Gene Hackman, 95 anni, trovato morto assieme alla moglie, la pianista Betsy Arakawa, 64 anni, e al cane, nella loro casa di Santa Fe, in New Mexico. Poco chiare, al momento, le circostanze del decesso anche se l’ufficio del locale sceriffo tende a escludere la pista dell’omicidio.
Lo sceriffo della contea di Santa Fe, Adan Mendoza, ha confermato il decesso dicendo che non ci sono segni evidenti di un atto criminale, ma non ha fatto ipotesi sulla causa di morte. “Tutto quello che posso dire è che siamo nel bel mezzo di un’indagine preliminare sulla morte, in attesa dell’approvazione di un mandato di perquisizione”, ha affermato. Tanto però è bastato a nutrire qualche sospetto. Una fuga di gas durante il sonno? Del cibo avvelenato? O un suicidio organizzato ed eseguito senza lasciare traccia? Difficile infatti che contemporaneamente tre esseri viventi si siano sentiti male per cause differenti.
Hackman, autentico gigante di Hollywood, scompare a pochi giorni dalla Notte degli Oscar, dove aveva trionfato due volte: nel 1972 per “Il braccio violento della legge” (miglior attore protagonista) e nel 1993 per “Gli spietati” (miglior attore non protagonista). Oltre alle prestigiose statuette, Hackman ha vinto anche due Bafta, quattro Golden Globe (di cui uno alla carriera nel 2003) e uno Screen Actors Guild Award. Nato il 30 gennaio 1930 a San Bernardino, in California, Gene Hackman si era sposato nel 1956 con Fay Maltese dalla quale ha avuto tre figli: Christopher Allen, Elizabeth Jean e Leslie Anne. Nel 1986 il divorzio dopo trent’anni di matrimonio. Nel 1991 si era risposato con la musicista Betsy Arakawa. Gli è stato dedicato un asteroide, 55397 Hackman. A causa di un problema cardiaco, nel 1990 Hackman si era sottoposto a un intervento chirurgico. Nel 1999 aveva pubblicato: “Wake of the Perdido Star”. Negli anni Duemila aveva proseguito la sua carriera da scrittore pubblicando altri quattro racconti. Nel 2008, proprio alla presentazione del suo primo libro “Escape from Andersonville: A Novel of the Civil War”, aveva annunciato il suo ritiro dal mondo dello spettacolo. “Sono quattro anni che sono lontano dalle scene e non mi manca affatto – aveva dichiarato – Se volete potete dire che mi sono ritirato ma la realtà è che sono immerso nella scrittura”.
Vincitore di due Oscar (per il suo ruolo di protagonista ne “Il braccio violento della legge” e nel 1993 per il suo ruolo di supporto ne “Gli spietati” di Clint Eastwood), quattro Golden Globe (di cui uno alla carriera), due Bafta, un Orso d’argento e molti altri premi, Gene Hackman ha vestito fin dagli anni Sessanta i panni del cattivo per antonomasia, interpretando personaggi corrotti, spietati, amorali, connotandoli con cinico sarcasmo. Dal segretario alla difesa gelido e nervoso di “Senza via di scampo” (1987) al presidente freddo e cinico di “Potere assoluto” (1997), dal poliziotto in bilico tra la mala e la giustizia de “Il braccio violento della legge” (1971) all’intransigente sceriffo Little Bill Dagget de “Gli spietati” (1992). Era stato anche il supercriminale Lex Luthor, antagonista di “Superman”, nell’omonimo film del 1978 e nei sequel “Superman II” (1980) e “Superman IV” (1987). Non mancano nella sua carriera personaggi più leggeri, come l’eremita cieco Abelardo in “Frankenstein Junior” (1974), il politico ambizioso in “Piume di struzzo” (1995) o l’estroso padre di famiglia Royal ne “I Tenenbaum” (2001). La sua ultima interpretazione è del 2004 nel film “Due candidati per una poltrona”, mentre nel 2008 ha annunciato il suo ritiro dalle scene.