Maddaloni (Caserta) – 30 artisti campani, 12 collettivi, 15 studi professionali con artisti provenienti da tutto il mondo, dal Sudamerica al centro Europa, passando per Libano e Turchia. Sono solo alcuni dei numeri di AMA, la Biennale delle Arti di Maddaloni, che si pone come obiettivo primario la rigenerazione del contesto urbano e architettonico della città casertana, senza dimenticarsi di un elemento importantissimo: la cultura.
Fino al 21 aprile mostre, installazioni, incontri e performance con la presenza di architetti e designer. “La cultura, che è sinonimo di bellezza, è uno strumento poderoso oltre ad essere volano di sviluppo economico per il nostro territorio”, ha commentato il sindaco Andrea De Filippo. “Architettura, design, grafica, illustrazione, fotografia, ceramica, tutto pensato per aiutare il pubblico a rileggere un patrimonio straordinario che pochi incontrano ma che va riscoperto”, ha sottolineato Luca Molinari, direttore artistico di AMA.
La manifestazione ribadisce con forza che l’arte è contro le mafie, trasformando la cultura in strumento concreto di rinascita urbana, proprio nella Maddaloni di Franco Imposimato, sindacalista e vittima della camorra. Lo si comprende dalle parole del figlio Giuseppe, anch’egli tra i presenti: “Questa manifestazione, a distanza di tanti anni, gli rende omaggio per quello che ha fatto, ma soprattutto è una base di partenza per i giovani maddalonesi”.
Tra gli artisti della Biennale Teresa Antigniani, con la sua opera chiamata “Albanova”: “Albanova è il nome che Mussolini diede all’accorpamento dei comuni dell’antica Terra di Lavoro per dare un segnale forte contro la criminalità organizzata. In realtà, si è trattato di una manovra di sfacciata indole propagandistica. Ho deciso, quindi, di realizzare un arazzo che rappresentasse il potere femminile e si riprendesse i luoghi di un potere verticale”. IN ALTO IL VIDEO