“Il genere al centro della cura”. E’ la serie di attività formative orientate al genere promosse dall’Asl Caserta con l’obiettivo di innalzare le competenze del personale sanitario e socio-sanitario dei consultori e delle cure primarie, rendendoli più preparati a rispondere alle esigenze specifiche di genere e orientamento sessuale attraverso una formazione mirata, per rendere le problematiche della salute di genere centrali rispetto ai percorsi clinico-assistenziali relativi ad alcune delle principali patologie con prevalenza connessa al genere, nella consapevolezza della sua trasversalità e multidisciplinarità.
Si alterneranno come docenti le dottoresse Tiziana Ciarambino, Rina Sparano, Raffaella Ferrucci, Sabrina Franco, Ilaria Parola, Rosa D’Amico, Lucia Della Medaglia, Assunta Lo Santo, Patrizia Leti e il dottor Arcangelo Correra. Il programma punta a migliorare l’accoglienza e la consulenza in ambito consultoriale, sviluppare percorsi clinici e di prevenzione oncologica inclusivi, contrastare stereotipi e violenze di genere e promuovere pratiche sanitarie rispettose delle diversità Una crescente mole di dati epidemiologici, clinici e sperimentali indica l’esistenza di differenze rilevanti nell’insorgenza, nella progressione e nelle manifestazioni cliniche delle malattie comuni a uomini e donne, nonché nella risposta e negli eventi avversi associati ai trattamenti terapeutici. Tutto questo indica quanto sia importante tenere conto delle differenze “sesso e/o genere dipendenti” per tutti, a tutte le età.
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) introduce infatti proprio il concetto di “medicina di genere” definendolo come lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona. Tuttavia, sono ancora pochi i medici che dispongono di informazioni aggiornate su cosa sia la medicina di genere e l’importanza della sua applicazione.
L’intervento formativo è volto a rafforzare i servizi sanitari, per renderli più funzionali alla presa in carico dei pazienti in un’ottica di genere, e fornendo agli operatori sanitari strumenti e competenze adeguati per favorire un percorso utile nell’assistenza alle persone, tenendo conto delle differenze fra i sessi che si riscontrano in sede di diagnosi e di terapia, con particolare riguardo ad alcuni aspetti che sono di frequente riscontro nella pratica clinica, tra cui le differenze di genere nella risposta ai farmaci, nel trattamento del dolore e nella cardiologia.