Dazi Trump: Borsa Milano sprofonda, altro tonfo Wall Street. Cina risponde con 34% su import Usa

di Redazione

Giornata nera per le Borse europee che sprofondano sulla scia dell’annuncio di Donald Trump sui dazi statunitensi e la risposta della Cina che imporrà dazi aggiuntivi del 34% su tutti i beni importati dagli Stati Uniti, a partire dal prossimo 10 aprile.  Lo ha annunciato la Commissione tariffaria doganale del Consiglio di Stato in un comunicato riportato dai media locali.

Dopo un’apertura negativa, le perdite sono aumentate, con i timori di una recessione globale. Piazza Affari in picchiata: a metà seduta il Ftse Mib ha registrato -7,5% a 34.418 punti, bruciando 61 miliardi di capitalizzazione. Poi si è assestato tra il -5 e il -6%. Ampiamente in negativo anche Madrid (-4,5%), Francoforte (-4,1%), Parigi (-3,8%), Londra (-3,9), Zurigo (-4,4). A Piazza Affari, in particolare, sprofondano le banche e le assicurazioni: Mps, Banco Bpm e Popolare di Sondrio perdono oltre l’11%, pesanti anche Unicredit e Mediolanum (-10%), Mediobanca e Intesa (-9%). Nel listino principale sono in profondo rosso Iveco (-11,8%), Leonardo (-11,4%), Azimut (-11,3%). Soffrono Stellantis (-8%) e Tim (-7,6%).

Calo come 11 settembre – A Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che in giornata ha toccato una flessione di oltre il 7,5%, si è registrato un calo come nel giorno dell’attacco alle Torri Gemelle, l’11 settembre 2001. Il calo del 7,5% registrato oggi è tra i peggiori crolli della storia del listino milanese: il peggiore di sempre è quello del 12 marzo del 2020, all’indomani del primo lockdown nazionale per il Covid-19, quando la Borsa di Milano perse il 16,92%. Il 24 giugno del 2016, in occasione del post referendum della Brexit, il listino ha invece registrato un calo del 12,48%. Il 10 ottobre del 1987, in occasione del “lunedì nero” di Wall Street, il listino Usa perse il 20% e quello italiano il 12%. C’è poi il crollo del 6 ottobre del 2008, quando Piazza Affari perse l’8,24% a seguito del fallimento di Lehman Brothers. In occasione dell’attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono, come detto, il calo fu del 7,57%. Poi tra gli altri scivoloni più clamorosi di Piazza Affari si ricordano quelli registrati nel corso delle due crisi finanziarie del 2008 e del 2011: il 10 ottobre 2008 (-7,14%), il primo novembre 2011 (-6,80%), il 16 ottobre 2008 (-6,78%), il 10 agosto 2011 (-6,65%), il 14 settembre 2001 (-6,62%), il 30 marzo (-6,57%) e il primo dicembre 2008 (-6,26%).

Wall Street – Seduta difficile anche a Wall Street, dove il Vix, l’indice della volatilità e della paura, è volato sopra quota 40, ai massimi intraday da agosto, riflettendo le tensioni sui mercati innescate dai dazi.  Il Dow Jones perde il 3,34% a 39.194,73 punti, il Nasdaq cede il 4,22% a 15.852,57 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,96% a 5.182,74 punti.

Petrolio – Non si arresta neppure la discesa del prezzo del petrolio, appensantito dallo spettro di recessione e dai dazi al 34% annunciati dalla Cina. Il Brent del Mare del Nord perde quasi il 7,7%, scendendo per la prima volta dall’agosto del 2021 sotto la soglia dei 65 dollari al barile. Il Wti americano crolla invece dell’8,4% arrivando a 61,3 dollari al barile. Il prezzo del gas è in flessione del 7,4% a 36,30 euro al megawattora. Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund si attesta a 121 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,72%. L’euro è poco mosso a 1,1046 sul dollaro.

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