“No al riarmo”, M5S in piazza a Roma. Conte: “Investire sul lavoro, non sulla guerra”

di Redazione

Bandiere pentastellate, arcobaleno, palestinesi, tricolori a Roma, in piazza Vittorio Emanuele, punto di partenza del corteo promosso dal Movimento 5 Stelle contro il progetto europeo di riarmo. Tra i partecipanti anche rappresentanti dell’Anpi, di Rifondazione Comunista e una folta presenza di cittadini, uniti dallo slogan “No al RiarmEurope”. Il serpentone pacifista, diretto verso via dei Fori Imperiali dove è stato allestito il palco degli interventi, ha rappresentato una manifestazione di dissenso forte e compatta contro un’Europa che, secondo i promotori, rischia di sacrificare sanità, scuola e lavoro sull’altare della militarizzazione.

Conte: “800 miliardi per un’economia di guerra, diciamo no” – “Da questa piazza parte un messaggio nitido: non accettiamo una deriva bellicista che cancella il futuro dei giovani”, ha dichiarato Giuseppe Conte, aprendo gli interventi. L’ex presidente del Consiglio ha lanciato un duro attacco al piano di riarmo europeo, definendolo “una follia priva di una vera strategia di difesa comune” e una minaccia diretta al welfare dei cittadini. “Sono risorse che andrebbero investite nella sanità pubblica, nell’istruzione, nei salari. Mentre milioni di italiani faticano ad accedere alle cure e i nostri giovani fuggono all’estero, ci viene proposto un progetto che li arruola simbolicamente in una guerra che non vogliono”, ha tuonato Conte.

“Nasce qui l’alternativa al governo Meloni” – Il leader pentastellato ha poi ampliato il fronte della protesta, tracciando un perimetro politico ben preciso: “La presenza di altre forze d’opposizione segna un passo fondamentale verso la costruzione di un’alternativa solida al governo Meloni. Un governo – ha accusato – che ha aderito al piano senza alcun mandato popolare, piegandosi agli interessi tedeschi e contribuendo a dividere ulteriormente l’Europa”.

Il Pd in piazza: “Serve un’Europa sociale, non armata” – Accanto al Movimento 5 Stelle, anche una nutrita delegazione del Partito Democratico ha preso parte al corteo. Tra i parlamentari presenti, Francesco Boccia, Susanna Camusso, Marco Furfaro, Antonio Misiani, Paolo Giani e Sandro Ruotolo. Proprio Ruotolo, eurodeputato dem, ha lanciato un messaggio in favore di un’Europa che risponda alle sfide geopolitiche “con politiche sociali e industriali, non con le armi”. “Le destre, in Europa come in America, remano contro il sogno europeo. Noi – ha dichiarato – siamo qui per difenderlo, per rilanciarlo come progetto di pace e giustizia”.

Un corteo tra simboli e richieste concrete – Il corteo ha sfilato tra cori, cartelli e slogan contro la guerra e in difesa dei diritti sociali. Tra le richieste più pressanti: fermare gli investimenti in armamenti e reindirizzare quei fondi verso le emergenze reali del Paese. Un messaggio chiaro e diretto, che da Roma intende raggiungere Bruxelles e Strasburgo. La manifestazione, nel suo insieme, si è rivelata una prova di forza per il Movimento 5 Stelle, ma anche un banco di prova per le opposizioni tutte, chiamate ora a trasformare la protesta in proposta.

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