Gricignano (Caserta) – “Non abbiate paura di chiedere aiuto, la vostra voce conta”. E’ il messaggio potente risuonato tra le mura dell’istituto comprensivo “Filippo Santagata” di Gricignano durante l’incontro “Parole come veleno”, con momenti di grande intensità emotiva e profonda riflessione sul contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Al centro la straordinaria testimonianza di Teresa Manes, fondatrice dell’Associazione Italiana Prevenzione Bullismo e autrice del libro “Andrea. Oltre il pantalone rosa”, da cui è tratto il film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, che ha commosso e coinvolto il pubblico con la storia di suo figlio Andrea Spezzacatena, morto suicida nel 2012 ad appena 15 anni dopo essere stato vittima di insulti omofobi anche via social. E’ stato il primo caso in Italia di bullismo e cyberbullismo che ha portato un minorenne a togliersi la vita.
Promosso dalla dirigente scolastica Loredana Russo e curato dalla docente referente al bullismo e cyberbullismo, Maria Affinito, con il coordinamento della vicepreside Ilaria Girfatti e la collaborazione della professoressa Enza Passaro, il convegno ha visto la partecipazione di esperti, rappresentanti istituzionali e studenti, tutti uniti da un unico obiettivo: creare una comunità più sicura e inclusiva per le nuove generazioni.
A moderare l’evento il giornalista Antonio Taglialatela, direttore della testata di informazione online PupiaTv. Parlando non solo come dirigente scolastico ma anche come mamma, la preside Russo ha esortato genitori e insegnanti ad impegnarsi per favorire un cambiamento culturale, ribadendo l’importanza di educare alla gentilezza, al rispetto e alla responsabilità. Il sindaco Vittorio Lettieri ha ribadito con fermezza la volontà di rafforzare la collaborazione tra Comune e scuola. Ha poi messo in evidenza come questi fenomeni non riguardino solo i ragazzi, ma anche gli adulti, che spesso, attraverso comportamenti inappropriati, contribuiscono a perpetuare una cultura di violenza verbale e psicologica.
Emilia Narciso, presidente dell’Unicef Campania, ha parlato delle iniziative educative promosse in collaborazione con le scuole per contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo e della necessità di intervenire fin dalle prime fasi del percorso scolastico, insegnando ai giovani i valori del rispetto, della solidarietà e dell’inclusione. Tra il pubblico, per l’amministrazione comunale, l’assessora all’Istruzione Enza Fiorillo e il delegato allo Sport ed Eventi Giacomo di Ronza. Presenti anche i dirigenti scolastici dei comprensivi “De Curtis” di Aversa, Carmen Del Vecchio, “Cimarosa” di Aversa, Mario Autore, e “Ungaretti” di Teverola, Adele Caputo, insieme a referenti dei comprensivi di Carinaro, San Marcellino e Villa di Briano, a don Giovanni Schiavone, parroco della chiesa della Madonna del Rosario, e ai soci di “Wake Up Uagliù”.
Il momento più toccante è stato l’intervento di Teresa Manes. Con grande forza, ha raccontato la storia di suo figlio Andrea, preso di mira per aver indossato un paio di pantaloni rosa, frutto di un lavaggio sbagliato, diventando bersaglio di insulti omofobi e persino di una pagina Facebook creata appositamente per deriderlo. Solo dopo la sua morte, la madre ha scoperto l’esistenza di quella pagina e ha trasformato il suo dolore in una missione: mettere in guardia i ragazzi e l’opinione pubblica sulla pericolosità delle parole. Il suo impegno l’ha portata fino al Quirinale, dove il presidente Sergio Mattarella l’ha insignita dell’onorificenza di Cavaliere. Rivolgendosi agli studenti, Manes ha esortato a non abbassare la testa di fronte agli attacchi, a credere in sé stessi e a trovare la forza di chiedere aiuto. Andrea non ce l’ha fatta, ma il suo sacrificio le ha dato la voce per combattere una battaglia che è, prima di tutto, culturale.
Il pedagogista e scrittore Orlando Limone ha poi sottolineato come in questi casi può rivelarsi utile l’amicizia. E’ più facile per molti aprirsi con un amico che con un genitore perché l’amicizia offre uno spazio di confidenza e condivisione in cui non c’è il giudizio autoritario che a volte può percepire da parte dei familiari. Se un ragazzo non ha amici a cui confidarsi è molto più vulnerabile ai rischi del bullismo, poiché la solitudine può trasformarsi in un terreno fertile per l’isolamento sociale e l’emarginazione. Per questo motivo, è essenziale che genitori e l’ambiente educativo nel suo complesso lavorino insieme per favorire la creazione di relazioni positive tra i giovani.
Delle insidie del web e degli strumenti legali di tutela ha parlato il vice sovrintendente Giuseppe Boccagna della Sezione Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato, fornendo ai ragazzi informazioni sui pericoli rappresentati da molestie e contenuti inappropriati che possono danneggiare gravemente il loro benessere psicologico. Sebbene la Rete offra numerose opportunità di crescita e socializzazione, rappresenta anche un ambiente in cui si può essere facilmente vittime di abusi. Per questo è stato introdotto il reato di cyberbullismo, con la legge 71 del 2017, che prevede sanzioni per chi diffonde contenuti offensivi o minacciosi online. Boccagna ha quindi ritenuto fondamentale istruire i più giovani a una navigazione sicura e non esitare a rivolgersi a un adulto o a un’autorità in caso di difficoltà.
Lo psicologo e psicoterapeuta Elpidio Cecere, direttore del “Therapy Center”, ha coinvolto attivamente gli studenti con un esercizio dal forte impatto emotivo. Ha mostrato loro dei termini letti al contrario; un gesto che, oltre a destare curiosità, aveva lo scopo di far comprendere profondamente il peso e le conseguenze degli insulti. L’esercizio ha aiutato gli studenti a riflettere su come scegliere con cura le parole, poiché queste hanno il potere di costruire o distruggere, di unire o separare.
Non sono mancati momenti speciali, come la meravigliosa performance della docente Raffaela Carotenuto che, accompagnata al piano dal professor Enzo Anoldo, ha interpretato “Canta Ancora” di Arisa, un brano tratto dalla colonna sonora del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”. Un tributo all’amore incondizionato di una madre, che non conosce fine. Il figlio, che non c’è più, rivolge un appello straziante alla madre, implorandola di continuare a trasmettere quell’affetto e quel conforto che solo lei può offrire, nella consapevolezza che la sua presenza è imprescindibile, “da qui all’eternità” perché “senza di te io non sono niente”. Un momento che ha toccato il cuore di tutti, ricordando come il potere di un amore, pur nel distacco fisico, non smette mai di illuminare la vita.
Anche gli studenti hanno interagito con Manes, rivolgendole diverse domande su suo figlio e sulla sua missione di sensibilizzazione. L’allieva Laura Parzanese le ha donato un ritratto, da lei realizzato, di suo figlio Andrea, mentre un’altra studentessa, Michela Galante, ha scritto e recitato una poesia. L’evento si è concluso con una riflessione: il silenzio è il miglior alleato del bullismo. Parlare, denunciare, sostenere chi è in difficoltà sono i primi passi per costruire una società più giusta, in cui nessuno si senta solo e mai “sbagliato” perché qualcuno lo fa sentire diverso. SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA (credits: Salvatore De Rosa e IC Santagata)