In occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, verrà presentato al Senato l’intervento Aba, erogato dall’Asl Caserta da dieci anni. All’incontro interverrà la dottoressa Giuseppina Liguori, direttrice dell’Unità operativa semplice di dipartimento Psicologia di base e coordinamento Nnpia – Nucleo di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza, nonché referente aziendale per l’autismo e il progetto Aba.
L’Asl Caserta ha avviato la sperimentazione dell’intervento Aba nel 2015, inizialmente coinvolgendo 40 bambini nello spettro autistico. Oggi, i minori presi in carico sono circa 1.100. Per garantire un servizio di alta qualità, l’azienda sanitaria ha selezionato professionisti sanitari specializzati nel trattamento Aba, assicurando loro una formazione continua. In conformità alle ultime linee guida dell’Istituto superiore di sanità, l’Asl Caserta eroga il trattamento Aba direttamente nei contesti di vita dei pazienti, attraverso l’elaborazione di un piano assistenziale individuale. Tale piano viene redatto dai nuclei di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza attivi in tutti i distretti sanitari aziendali e sottoposto a verifiche periodiche per valutarne l’efficacia mediante controlli clinici.
Sempre in occasione della Giornata sull’Autismo, si intende sottolineare anche l’importante lavoro svolto dai professionisti della Residenza sanitaria assistenziale pubblica dell’Asl Caserta, situata a Caserta, in via De Falco 23, diretta dal dottor Carlo Manzi. Nella struttura socio-sanitaria vengono assistiti circa 30 disabili, molti dei quali con disturbi dello spettro autistico.
A tal proposito, il direttore generale dell’Asl Caserta, dottor Amedeo Blasotti, ha dichiarato: “La gestione dell’unica residenza sanitaria assistenziale pubblica della provincia di Caserta era in precedenza esternalizzata a terzi. Qualche anno fa abbiamo riorganizzato e internalizzato il servizio, trasformandolo in un fiore all’occhiello della nostra offerta sanitaria. Oggi forniamo prestazioni indispensabili a pazienti gravemente disabili, offrendo al contempo un sostegno fondamentale alle loro famiglie. Questa esperienza dimostra che, anche per i servizi sanitari territoriali come le residenze sanitarie assistenziali, è possibile una gestione pubblica efficiente, in equilibrio con le realtà del privato accreditato”.